In occasione della festa della donna

“… un Paese che non utilizza tutta la risorsa femminile non è un Paese democratico; non si avvantaggia del 50% dei talenti che ha a disposizione. L’uguaglianza di genere è un diritto, è la cosa giusta e anche quella più efficiente perché comporta crescita della produttività, migliora la situazione economica delle famiglie e le prospettive future dei figli“.

Queste parole* sono state pronunciate da Anna Maria Tarantola, presidente Rai, sul tema della parità di genere. Le trovo particolarmente interessanti perché raramente, in un contesto pubblico e su un tema così delicato, il pensiero ideologico liberal-capitalista si manifesta così apertamente. Solitamente siamo abituati ad ascoltare discorsi retorici e pomposi che tendono a mascherare il punto di vista ideologico, facendo passare l’argomento in questione come qualcosa di universalmente giusto, o neutrale, o addirittura naturale.

Nel caso di Tarantola, a ben vedere, un timido tentativo mistificatorio c’è, quando afferma che l’uguaglianza di genere è un diritto e risponde al criterio di efficienza: per essere coerenti col discorso precedente (le donne sono risorse che abbiamo a disposizione e che dobbiamo utilizzare per la crescita economica) bisognerebbe dire piuttosto che l’uguaglianza di genere è un diritto perché risponde al criterio di efficienza. Questa non è che un’applicazione dello schema generale liberale: qualcosa è un diritto nella misura in cui è utile ed efficiente per il sistema capitalista.

Inoltre, molto significativo è il fatto che a pronunciare queste parole sia stata una donna: la sua battaglia per la parità di genere si traduce nella volontà di farla passare come una risorsa economica da impiegare non meno degli uomini; il che significa che la donna vale quanto l’uomo perché anch’essa può produrre ricchezza. Buona festa della donna.

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* http://www.youtube.com/watch?v=lX_z0t_CKrc&feature=youtu.be&t=23m3s