Cortocircuito evolutivo-tecnologico

 

L’Occidente ha una antichissima e affascinante tradizione di pensiero che comincia con la riflessione sugli elementi naturali. Certo, nell’antica Grecia non era stato ancora elaborato il metodo scientifico, ma molte sono state le intuizioni sulla natura delle cose e le leggi che le governa. Poi, dopo un lungo periodo paludoso sotto questo profilo, è arrivata l’era del pensiero induttivo e del metodo scientifico, il quale ci ha fatto dono, in circa quattro secoli, di inimmaginabili tecnologie e di enormi passi avanti in campo medico. Tutte queste cose, in un modo o nell’altro, sono state donate al mondo, hanno investito, facilitato e cambiato radicalmente la vita di tutti, e proprio qui arriva la cosa interessante: molti usano queste tecnologie per dire cose che contraddicono (direttamente o indirettamente) il pensiero su cui si fonda il loro funzionamento (la Terra è piatta, i vaccini sono dannosi, gli aerei spargono scie chimiche, i terremoti sono artificiali, l’universo è geocentrico, i dinosauri non sono mai esistiti, ecc.).

Quindi, al di là dell’immenso e freddo Vuoto che si percepisce dietro alla storia dell’umanità (accompagnato forse soltanto da un perverso senso dell’umorismo), siamo costretti a riconoscere che gli agi in cui sono immerse le nostre vite non vanno di pari passo con l’evoluzione biologica e culturale della nostra specie. Se date un tablet a una rana cercherà di leccare gli insetti che compaiono sullo schermo, se lo date a un umano mediamente scriverà le cose di cui sopra. Non ci sono differenze.

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2 pensieri su “Cortocircuito evolutivo-tecnologico

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