La finta repressione fascista

L’ottava puntata della seconda stagione della serie tv “Louie” è un perfetto esempio del funzionamento dell’economia libidica all’interno di gruppi sociali che attuano forti forme repressive (fascismi, sette religiose, integralismi, ecc.). La rinuncia al godimento personale superficiale è un “falso sacrificio” che sottende la ricerca di un godimento ancora maggiore, passante per l’immedesimazione e\o la partecipazione in un organismo impersonale (nel caso dello Stato) o divino (nel caso della religione). Questa tesi richiama da vicino le considerazioni di Lacan sull’anacoreta: egli, rinunciando al godimento, gode della sua stessa rinuncia.

Nell’episodio, il comico Louis C.K. tenta di andare a letto con un’attivista cattolica anti-masturbazione, molto attratta da lui, ma riceve questa risposta:

“… e se, facendolo, ci perdessimo qualcosa di ancora più bello? Diciamo che mi piaci, ed è una cosa evidente, e se tu non tentassi di baciarmi, potremmo continuare a parlare, conoscerci, capire chi siamo… il bacio spezzerebbe la magia. Se evitiamo di baciarci, potremmo continuare a vederci, acquistando confidenza e cominciare a piacerci seriamente, innamorarci. Penso che sarebbe ancora più eccitante se resistessimo all’impulso reprimendo il desiderio… e ci potremmo sposare! E tu non mi avresti ancora vista nuda, e ci uniremmo con l’approvazione e la benedizione di Dio! E sarebbe così intenso, così colmo di passione!”.

Louis C.K. risponde con un gesto fortemente anti-repressivo…

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